Dimostrazione della inesistenza di Dio

Pierre-Joseph Proudhon
Opuscoli provvisori - 76
2015, pagine 80
euro 4,00

Leggere Proudhon è un’esperienza fuori del comune, sono pochi gli scrittori che mettono insieme la verve polemica con l’approfondimento teorico, la stringatezza dell’esposizione con la radicalità concreta del proprio modo di vedere il mondo.
Il tempo sembra non intaccare le sue cose, anche se, da parte del lettore, occorrono due cose: la mente sgombra dalle solite chiacchiere a cui una superficialità a noi contemporanea ci ha abituati e la volontà di andare oltre.
Questi estratti, che tali sono, dell’opera sua maggiore, rappresentano bene la necessità di sgombrare la propria visuale dai fantasmi, in primo luogo dal fantasma della divinità. In fondo il potere si fonda su Dio, ogni potere viene da Dio, anche se oggi lo leggiamo in termini diversi e la religione è diventata la serva scema, o se si preferisce l’assistente sociale di riserva, quando le strutture forti della repressione cominciano ad accusare difficoltà.
C’è in questo schieramento di orrori una sostanziale mutua disponibilità di servizio che, osservata bene, sgomenta.
Buona lettura.