Alfredo M. Bonanno
Max Stirner Seconda edizione riveduta e corretta con l’aggiunta delle Annotazioni di Bergamo

Pensiero e azione – 6
2012, 2a ediz. 1a rist., rilegato in tela, pagine 424
euro 15,00

La fondatezza delle proprie scelte, quella che viene fuori dalla cosiddetta autodeterminazione, il sogno di ogni buon anarchico con le carte in regola, è il risultato di un battibecco tra larve, viene alla luce di una vita effimera, riconforta perfino la ferocia di un pensiero massimalista, ma non è in grado di sollevarsi al di sopra dei propri limiti (e come potrebbe?). Quanti cantori del desiderio ho visto palleggiare terrorizzati fra le mani, nell’indecisione dell’attimo, l’improrogabile destino munito di miccia fumante.
Stirner è un feroce facitore di astrazioni, produce un meccanismo odioso di oggettive verificazioni, nessuno dei suoi lettori – nemmeno i critici più estremi – ha potuto trovare una falla in questo meccanismo. Ma alla fine, il critico più estremo è vittima delle sue stesse conclusioni. Giunti alla conclusione de L’unico ci accorgiamo che né lui, né noi, possiamo andare avanti. Il territorio che ci si apre è quello della desolazione, il territorio selvaggio dell’ “assolutamente altro”.
Contenuto del volume
Introduzioni – L’ambiente e la formazione filosofica di Stirner – Analisi dell’opera stirneriana – Il falso problema dell’individualismo – Stirner e l’anarchismo – Annotazioni di Bergamo [1989]

Alfredo M. Bonanno
Teoria e pratica dell’insurrezione

Pensiero e azione – 5
2008, 2a ediz. 1a rist., rilegato in tela, pagine 416
euro 15,00

Non dico che questo libro, che vede adesso la sua seconda edizione dopo quasi vent’anni, sia all’origine delle teorie insurrezionaliste, sarebbe una grave imprecisione, comunque la sua parte l’ha fatta e speriamo che possa continuare a farla.
Come al solito, ogni teoria che cerca di andare oltre il ristagno che alimenta soltanto pratiche ripetitive trova due ostacoli: uno interno e uno esterno. Se si tratta di una teoria rivoluzionaria il primo ostacolo lo trova nel movimento stesso, il quale non ama molto sentirsi turbare nelle sue sonnolente ritualità di confine. Ricavatosi una nicchia da qualche parte, qui attende tempi migliori custodendo con ansia i propri eritemi.
Non solo rumori nella notte, anche pratiche più ampie, partecipazioni a lotte specifiche, collocate esattamente nel tempo e nello spazio, lotte caratterizzate da un processo repressivo in corso contro il quale la gente cerca di fare qualcosa. Non crociate generalizzate contro i simboli del dominio, ma lotte intermedie, più modeste, visibili a occhio sprovvisto di lenti ideologiche, lotte contro qualcosa che impedisce di vivere qui e subito, lotte che recidono una o molte delle condizioni minime per non fare scadere la propria vita nel codardo accomodamento del giorno per giorno. Lotte per la casa, per l’acqua, per ridurre l’inquinamento, contro gli armamenti, contro le industrie dannose alla salute, ecc. E qui si fa luce con prepotenza il discorso sul metodo.
Contenuto del volume
Introduzioni – Parte prima: 1. Che cos’è l’insurrezione – 2. Lotta rivoluzionaria e insurrezione – 3. La ribellione - 4. La logica dell’insurrezione – 5. Strategie e metodi insurrezionali – Parte seconda: 1. “Sinistra Libertaria” – 2. I nuclei autonomi di base – 3. Per l’organizzazione specifica – 4. La lotta insurrezionale a Comiso contro la base missilistica – 5. A noi il Papa non piace

Alfredo M. Bonanno – Gianfranco Bertoli
Carteggio 1998-2000 Con l’aggiunta della seconda edizione di Del terrorismo, di alcuni imbecilli e di altre cose

Pensiero e azione – 4
2013, 1a rist., rilegato in tela, pagine 480
euro 15,00

Gianfranco Bertoli ammazza quattro persone e ne ferisce molte altre davanti alla questura di Milano nell’anniversario dell’uccisione del commissario Luigi Calabresi. La sua intenzione era quella di gettare una bomba nell’atrio della questura in occasione della inaugurazione da parte di Mariano Rumor di un busto al “Commissario finestra”. Io non ho conosciuto Bertoli di persona, non ho avuto con lui che uno sporadico scambio epistolare quando mi trovavo nel carcere di Bergamo, ben presto chiuso perché malgrado la sua disponibilità, in fondo, avevamo all’epoca poche cose da dirci. Poi le lettere, le sue lettere. A volte un profluvio, tanto da riempire la pagine fino all’ultimo, senza lasciare neanche un piccolo spazio, a volte più lontane una dall’altra, per diventare alla fine svagate, quasi testimonianza della fine imminente. Non sono una lettura piacevole, né le sue lettere, né le mie. Ma non mi corre l’obbligo di dilettare i miei pochi lettori. La scrittura di Gianfranco è ridondante, ripetitiva, ricca di raddoppi aggettivali che rendono la lettura difficoltosa, ma sono la testimonianza diretta di un uomo che soffre, di un uomo debole che continua a soffrire. Ma non soffre per quelle morti, per quei dolori causati, né per l’obiettivo iniziale mancato, soffre per un altro motivo, ed è qui che me lo sono trovato vicino, fratello, al di là delle differenze caratteriali tra noi due.
Contenuto del volume
Prefazione – Introduzione – Carteggio 1998-2000 – Lettere di Bergamo (1989) – Appendice: Del terrorismo, di alcuni imbecilli e altre cose [1979]

Alfredo M. Bonanno
Nove studi su Hegel

Pensiero e azione – 3
2012, 1a rist., rilegato in tela, pagine 342
euro 15,00

Di fronte all’immane dimensione (e difficoltà) che presenta la filosofia di Hegel al lettore più o meno provveduto c’è da restare spauriti. Per un altro verso, devo qui confessare che sono rimasto spesso sbalordito di fronte alla capacità di lavoro di questo filosofo. La varietà degli interessi di ricerca, il materiale analitico approfondito e discusso criticamente, gli autori tenuti presente come conseguenza di letture fatte, in una parola il laboratorio di uno studioso degno di questo nome mi ha sempre impressionato negli altri e ho cercato, secondo le mie possibilità, di lavorare anch’io, con risultati che non so come valutare. È facile meravigliarsi del lavoro degli altri, mentre si tende a sottovalutare il proprio. Non sto qui esprimendo una perplessità sul valore di quello che ho prodotto dal punto di vista intellettuale, questo argomento mi è del tutto estraneo, ma solo come fatica e impegno, come mole delle ricerche, come ampiezza di riferimenti, come lettura e memorizzazione, come accumulo di notizie e capacità di selezione, ecc. E, in questa prospettiva, Hegel non è secondo a nessuno.
Il mio rifiuto del sistema, di ogni sistema filosofico, ma anche di ogni sistema di idee che pretenda vigilare e regolamentare la mia vita, non si è quindi appoggiato alla protesi della demonizzazione di ogni ricerca sistematica ma, al contrario, è entrato nelle più significative di queste ricerche uscendone di volta in volta fortificato invece che indebolito.
Hegel mi è stato spesso compagno di strada e non ha mai turbato i miei sogni di anarchico. Con buona pace di tanti censori in pectore.
Contenuto del volume
Nota introduttiva – Teoria dell’identità [1967] – La sintesi progressiva come crescita della coscienza [1971] – La fenomenologia di Hegel e quella di Husserl [1971] – Dialettica del pensato e dialettica del pensare [1975] – Attività della “Hegel-Gesellschaft” all’inizio degli anni Settanta [1965] – Inquietudini della vita [1971] – Intenzionalità progressiva [1971] – Gli studi hegeliani in Francia alla fine degli anni Sessanta [1969] – Metafisica [1971]

Alfredo M. Bonanno
La distruzione necessaria Seconda edizione con l'aggiunta di dodici studi preparatori

Pensiero e azione – 1
2012, 2a ediz. 1a rist., rilegato in tela, pagine 332
euro 15,00

Questo libro è stato scritto di getto nel febbraio 1968. Mille problemi urgevano dentro di me, avvolti nel bisogno di assolutezza che ingigantiva sempre di più. Proprio questo bisogno dettava i limiti del quadro interpretativo: uscire dalle regole, rompere con la sentenza uniformante che mi ospitava, dire questa rottura, dirla al più presto, a qualsiasi costo. Ogni esigenza è sempre un atto parziale, riflette e si nutre di quello che c’è in casa. L’armamentario giacobino è evidente in questo libro e il lettore deve tenerne conto. L’ideale anarchico è lontano ma non del tutto assente, emergerà più tardi. Mi muovo in quella direzione ma sono ancora portatore della misura rivoluzionaria appresa sui libri.
Segnare i punti di minore o maggiore distanza dall’anarchismo, dal mio anarchismo maturo, è opera inutile e fastidiosa. Il lettore può assolvere a questo compito, ma è pregato di non tenere conto dei risultati. Se quello che siamo è un universo assoluto, mai definibile con precisione, lo è come esigenza, come compito infinito mai completabile, implicito in ogni cosa che facciamo. Restare silenziosi come pesci in un acquario di fronte alle proprie arretratezze, ai conti da pagare con il passato, è vigliaccheria e stupidaggine. Se voglio diventare quello che sono è perché sono di già quello che diventerò. In caso contrario la partita è persa in partenza.
Ad assistere questa seconda edizione de La distruzione necessaria ho chiamato alcuni studi preparatori e collaterali in grado di fare vedere gli interessi più o meno dichiarati che completavano il quadro dei riferimenti.
Contenuto del volume
Introduzioni – La distruzione necessaria - Studi preparatori: 1. Storia: Ricerca di definizioni [1965]; 2. Il valore come delimitazione dell’esperienza [1965]; 3. Primo saggio su Machiavelli. L’uomo [1968]; 4. Secondo saggio su Machiavelli. Teoria della fortuna [1968]; 5. Terzo saggio su Machiavelli. Il metodo [1958]; 6. La realtà nel pensiero di Ortega y Gasset [1968]; 7. La storiografia moderna e il concetto di Medioevo [1969]; 8. La verità effettuale [1968]; 9. Fine e mezzi [1968]; 10. La teologia dei primi pensatori greci [1968]; 11. Analisi della normalità [1967]

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