Il cristianesimo delle origini. Dalla condanna alla giustificazione della ricchezza

Alfredo M. Bonanno
Pensiero e azione - 25
2014, rilegato in tela, pagine 336
euro 15,00

Nel cristianesimo primitivo c’era una vitalità che non ricomparirà mai più, non si trattava di condizioni di lotta o di pericolo che si dovevano affrontare prima del riconoscimento ufficiale e della conquista del potere, ma si trattava di idee, di progetti, di amore fraterno, di misericordia e di pietà, tutte qualità che verranno sommerse dalle procedure burocratiche, dall’autorità ecclesiale, dalle decisioni teologiche dei vari Concilii, da una frammentazione compartimentale che a volte rasentava lo sfruttamento dei più miseri da parte dei più forti se non la riduzione in servitù in nome del comune ideale cristiano.
Più che studiare quello che è diventato bisogna capire quello che era alle origini il cristianesimo, un’eresia ebraica radicale e pericolosa per gli equilibri precari di potere dell’epoca e per il messaggio comunista e contrario alla ricchezza che esso portava ai miseri della Palestina, oppressa allo stesso modo in cui lo è oggi. La catalessi del potere non riusciva a desiderare che lo statu quo, questa eresia predicava la messa in comune dei beni di coloro che entravano nella comunità. Di più, essa non accettava di farsi strumento del dominio ma proponeva una divisione – forse tarda, anzi quasi certamente dovuta all’influsso del militante Paolo – ma presente fin dall’inizio nella tendenza a vivere appartati, a non mischiarsi con gli intrighi dei sacerdoti dominanti.
Dalla parte dei poveri non può collocarsi il potere, né re né sacerdoti, solo visionari, utopisti, eretici. La mostruosità delle teste dirigenti non ha tempo né voglia per guardare in basso, essa è orgogliosamente certa di sé, energica, militarmente in grado di spegnere nel sangue qualunque accenno di diversità. Invece il cristianesimo primitivo andava in cerca di questa diversità., la consegnava al futuro, la proponeva al destino, a un regno diverso, quello dei cieli, metafora pudica e accattivate, comunque in grado – nella sua inconsistenza pragmatica – di dare corpo alla dignità del povero, a farlo sentire pronto a considerarsi portare di un valore.

Contenuto del volume:
Introduzione - Introduzione al pensiero economico greco - Il pensiero economico greco dalle origini a Socrate - Le origini del cristianesimo e il problema della ricchezza