Hybris. Distruggere la religione

Alfredo M. Bonanno
Biblioteca di Anarchismo - 9/10
2003, 2 voll. rilegati in tela, pagine 1028
euro 40,00

La misura è legge. La parola nomos viene da nemein, pascolare e anche dividere. All’origine, popoli pastori dovevano fare molta attenzione sia all’allevamento del bestiame (contarlo era un problema), sia alle procedure adottate per dividere gli armenti e le greggi. Misura, quindi, misura di quello che si possiede e su cui si basa il proprio sostentamento e un minimo di necessaria garanzia contro i pericoli e le incertezze del futuro. Un legame cinge tutta la terra come una corda, o un serpente, Oceano è questo legame liquido, fiume eterno e cominciamento inaccessibile. La vita è in relazione con l’idea stessa di fluido. Il nomos vi si oppone, ne frena l’irrefrenabile dilagare e vi mette ordine. Nel suo puntare i piedi, la misura si costituisce e articola. Mangia il prodotto della terra originaria e si divide in mille specificazioni che arrecano comodità interpretativa. La vita sembra rallegrarsene. Nascono i muri, rovina e pena di ogni gioia di vivere. L’ira del dio diventa furore non appena vengono fissate le distanze, pigia nei tini il sangue del sacrificio, cancella l’ombra delle incertezze, assegna ogni cosa al proprio posto, il tempo d’ora in poi durerà in eterno, soltanto ad alcuni verrà dato di sciogliere. L’orizzonte non è più libero, sembra restringersi in una cupola, sovrasta più che consegnare l’occhio indiscreto alle libertà della divagazione. I ritmi lavorativi si legano alla terra e alla terra legano. Oceano non fluisce più liberamente, cupola dapprima, adesso è cilindro.