Trattato delle Inutilità. Parte prima: Jamais

Alfredo M. Bonanno
Biblioteca di Anarchismo - 1/2/3
2000, 3 voll. rilegati in tela, pagine 1932
euro 80,00

Alla fine vorrei sedermi a ricordare con calma, sedermi su una pietra azzurra, come ne ho viste nel paradiso terrestre, e contare gli uccelli disposti a fasce multicolori, guardare il libero lago, ricordare, scolpiti nel cuore, nomi che nulla direbbero al passeggero veloce, memoria tutta mia, segreta come i miei sogni. Fra i tanti modi di iniziare questo racconto ne ho scelto uno poco appariscente. Avevo immaginato cominciamenti costruiti bene, ricchi di significato, logici, progressivi. Poi mi sono reso conto che nelle pagine narrate qualcosa non andava. La realtà è movimento. Non esiste il luogo dove, sia pure per un attimo, mi fermo a fare rilevazioni. In qualsiasi modo lo propongo, è una falsificazione. Tanto vale dirlo subito e mettersi in cammino, senza troppe storie e senza porre credenziali sul tappeto. Il posto dove si conservano gli attrezzi, dove si costruiscono oggetti, modelli di oggetti, utilità varie, si definisce laboratorio. Esso, comunque, non è luogo fisso. Cammina, si relaziona. Anche quando si riempie di polvere, il movimento non lo lascia in pace.